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RECENSIONE: Praying Mantis "Time Tells No Lies" (1981 Arista - NWOBHM Special)


Praying Mantis "Time Tells No Lies" (1981 Arista NWOBHM)

Doveroso ricordare un periodo importantissimo per l'evoluzione e la nascita del Metal come lo conosciamo oggi, quella NWOBHM che tra la fine dei '70 e la prima metà degli anni '80, ha infiammato le strade delle città industriali della Gran Breatagna, facendo sentire la sua influenza sia nel resto del continente prima e oltre Oceano poi. Tra le tante band uscite dal quel variegatissimo calderone sonoro(la NWOBHM non è un genere bensì un movimento musicale, sarebbe giusto sottolinearlo), ve ne sono state tante che hanno lasciato un segno nel cuore degli appassionati di buona musica, loro erano, anzi sono (la loro nuova uscita lo conferma) i Praying Mantis. 

Nati intorno al 1974 per volontà dei due fratelli Chris e Tino Troy,chitarrista e bassista,a loro si aggiungono poi il secondo chitarrista Steve Carroll e il batterista Dave Potts.Nel 1979 (in piena NWOBHM) rilasciano una demo, per poi esordire con quel piccolo gioiello intitolato "Time Tells No Lies", nel 1981. Inizialmente per la Arista, il disco viene poi ristampato nel '96 e '97 con l'aggiunta di sei bonus track. 
Introdotto da una copertina all'avanguardia,estremamente fumettistica, "TTNL" è il biglietto da visita di una band che pesca a piene mani dall'Hard Rock Melodico con spruzzate qua e là di AOR. SI parte dai cori di "Cheated", episodio spensierato strutturato su cori piazzati qua e là.  
"All Day and All of The Night" cover dei Kinks, qui svestita da quell'aggressività tipico del combo di inglese e ripropsota con il tipico sound dei PM, quindi imbastito di cori AOR e cristallini refrain di chitarra.
Si va a "Running For Tomorrow" costituita da un inizio melodico ad un proseguimento che richiama alle band Rock americane del decennio precedente (Eagles, primi Kiss), se il ritornello diviene dell'Hard Melodico per eccellenza, è il chitarrismo che diventa quasi il vero protagonista del pezzo. Ottima è la prova a sei corde della coppia Troy/Carroll, capace di sfornare refrain d'alta scuola.  
La spassosissima "Rich City Kids" concede all'ascoltatrore una parentesi quasi da balera....no forse sto esagerando, eppure quelle ritmiche, quei riff e quelle impostazioni vocali, non possono non far restare impassibile il malcapitato Rocker dell'epoca,abituato ad un Hard non impegnato (mi riferisco alle lyric),prima di sprofondare nella rabbia sociale del Thrash (mancheranno solo due anni!!).


"Lovers To The Grave" è classica ballata che strizza l'occhio agli anni '70 grazie ad un impianto musicale costruito su rimtiche lente e se l'infuenza da band come kansas è palese nei refrain, è la personalità della band che rende questo pezzo leggendario, uno dei migliori di tutta la produzione. Ritornello ammiccante e intermezzo che viaggia su cori e refrain di Hard N' Heavy primi anni '80.
Si continua con un classico della Mantide Religiosa, quella "Panic In Streets" dall'incedere funny, AOR e squisitamente Hard Rock, un pezzo di una genuinità incredibile, impreziosito da un modo di vocalizzare di Tino Troy inconfondibile (grazie anche ai due colleghi Chris roy e Carroll), ormai entrato nella storia del Metal Classico. L'assolo intermedio e quello finale mostrano i PM in uno status di band rivoluzionaria nel suo piccolo, la quale diverrà una delle migliori del periodo NWOBHM.
L'incedere Heavy Metal/Hard di "Beads Of Ebony" è quanto di più vero si può udire in un disco di tale genere, un inizio dirompente che va ad introdurre alla strofa iniziale, in bilico su un impianto musicale costruito su batteria e chitarra. 
Interessante è il songwriting di "Flirting With Suicide", track di chiara derivazione AOR (Journey, Triumph), seppur con strizzatine d'occhio al gospel, vedi anche il modo di impostare la voce dei fratelli Troy.
La coppia Tino Troy/Steve Carroll ci introduce a "Children Of Earth", un odei cavalli di battaglia del nobile insetto, decorata da riff a sei corde ora minacciosi, che vanno presentare la track vera e propria con un sezione strofa/ritornello ormai da Storia della NWOBHM.  
Aggressiva e melodica allo stesso tempo è l'ultima "Thirty Piece Of Silver" che si staglia su accordi roboanti di chitarra e ancorate sonorità di derivazione settantiana.

Sebbene la band non si sia mai fermata nel corso di questi ultimi quarant'anni,nonostante uno scioglimento temporaneo dovuto a problemi di line-up,i Praying Mantis pubblicano dischi più o meno validi, ma non arriveranno mai ai livelli raggiunti con questo piccolo capolavoro. "Time Tells No Lies" è uno dei dischi più belli dell'intera scena anni '80 e non solo, dimostrazione di come la NWOBHM non fosse un genere musicale, bensì un vasto mondo sonoro, variegato al suo interno che mostrava band affiatate da diversi background. Insomma un classico da avere, godere e custodire come una reliquia.


Il mio Giudizio: 8 

Tracklist:

1.Cheated
2.All Day And All The Night (The Kinks Cover)
3.Running For Tomorrow
4.Rich City Kids
5.Lovers To The Grave
6.Panic In The Streets
7.Beads Of Ebony
8.Flirting With Suicide
9.Children Of The Earth
10. Thirty Piece Of Silver


Facebook Band: https://www.facebook.com/PrayingMantisUKRockMetal




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